1996-2008
PREMESSA
IL WEEK END IGNORANTE
Dicesi WEEK END IGNORANTE un lasso di tempo compreso tra i 2 ed i 3 giorni, speso ad ignorare, per l'appunto, le comuni regole di senso del pudore e del comportamento in relazione a terzi. Durante il week end ignorante tutto è concesso. Il week end ignorante è meglio godibile se usufruito con persone dello stesso sesso, specialmente se con esse non si hanno remore a condividere spazi vitali, racconti proibiti,
segreti difficilmente confessabili e non solo, è fondamentale spartire come sorelle anche oggetti di uso comune come vestiti, asciugacapelli, trucchi, cibo, bottiglia dell'acqua, bagnoschiuma, letto....
FATTI
Si parte ad un ora improbabile come nella migliore delle tradizioni, le levatacce non sono per noi, questa volta meno che mai. Percorro il tragitto verso casa sua a radio spenta. Mi fumo una sigaretta avvolta dal silenzio e penso che in un amen quell'abitacolo sarà pieno di chiacchiere, risate, musica, immancabile cibo e vestiti sufficienti per due settimane. Amen e siamo tutte e tre li dentro a far cagnare degna di un pulmann di scolaresche in gite non propriamente culturali.
Colazione, benzina, "devo comprare le siga", "spe che chiamo il fidanza", "un momento devo fare pipì" ed arriviamo liscie liscie in tempo più che utile per ulteriore sano cazzeggio a bordo piscina. Un colpo di genio ci spinge a saccheggiare il supermarket del campeggio per un lauto aperitivo ipercalorico poi doccia ed eccoci li: le favolose. Foto a raffica ad immortalare momenti di rara ilarità e ci si dirige a sirmione che, come un'amica lontana che ti accoglie sempre a braccia aperte, ci apre la porta per farci accomodare nella sua piazza centrale che fa da contorno alle nostre risate ed agli immancabili brindisi. Perchè possiamo anche fare finta di nulla ma siamo tutte e tre li per un motivo preciso che ci fa emozionare tutte le volte che fa capolino nelle nostre menti e si riflette nei nostri sguardi ansiosi. "e stasera ragazze si va a dormire presto e sobrie che domani gardaland ci aspetta eh!"
come no!
presto: ore 3.00
sobrie: se si possono considerare sobrie tre che cantano a squarcigola sulla strada verso il campeggio canzoni di un 'Italia che quasi non si riconosce più,allora possiamo dire di si.ma ANCHE NO rende
meglio l'idea del tasso alcolico.
Gardaland ci aspetta poche ore dopo..insieme ad altre 1.160.000 persone(che siano tutte li per festeggiare ciò che stiamo festeggiando noi??)!
Rapida occhiata alla cartina per una prima scrematura delle giostre più normali e si parte. Com'è che siamo dentro da cinque minuti e siamo già a testa in giù??? e mary che dice "volesse dio che per una volta il sangue mi arrivi al cervello"! Perchè gardaland è così, tira fuori la bambina che c'è in te, ed in noi non è poi molto nascosta, e ti fa sorridere ininterrottamente per una giornata intera.
Così la sera arriva serena e ci ritroviamo a fare animazione per gli astanti in coda per uscire:il tempo noi sappiamo come farlo passare senza annoiarci e se ne accorgono anche le macchine vicine!
La serata si passa in campeggio perchè saremo pure bambine dentro, ma l'età anagrafica del nostro corpo si sente tutta! Sono ancora parole, risate, foto rigorosamente stupide ed arriva il sonno.
Ok, è l'ultimo giorno ma è ancora tutto da vivere e per non intristirci Cristina ci allieta con un suo concerto personale, molto personale ecco.
Rimaniamo a prendere il sole nol nostro meraviglioso orticello in silenzio, quasi a voler fare un bilancio del tempo trascorso e mi ritrovo a pensare che le voglio davvero bene a quella pazza e che tutto sto
fermento lo sento davvero(anche la gastrite la sento davvero cazzo...è che sono troppo emotiva).
ma bando ai sentimentalismi, raccattiamo tutte le nostre cose e facciamo ancora un giro per sirmione by day e poi alla volta di casa.
Le riporto a casa. Prima una e poi l'altra. Ci metto un tempo infinito a tornare a casa, me la prendo con calma per darmi il tempo di fissare nella memoria il perchè la vita sia bella, perchè è sempre troppo scontato pensare che sia il contrario..un'ultima sigaretta sul tromonto dal castello e sono pronta ad
affrontare questo mese denso e le nostre vite nuove di zecca. BUT ABOVE ALL YOURS....
Fantastico!
Sono così infinitamente cogliona che in 30,quasi 31, anni di vita non ho imparato a farmi furba come si converrebbe. Continuo a permettere al prossimo di giocare con le mie debolezze perchè sono così stupida da mostrarle per fiducia o più semplicemente per stupidità e zac, il gioco e fatto, mi ritorna tutto indietro ma al contrario ,nascosto pure, mascherato con frasi tipo "noi lo diciamo per il tuo bene, lo facciamo per il tuo bene, perchè ti vogliamo bene": due dita in gola e via andare. Non esiste bene nell'attaccare il prossimo li, proprio dove fa più male. Non esiste bene nel fare i propri interessi e basta. Forse non esiste bene, tranne in rari casi che fortunatamente posso ancora permettermi di enumerare. Scrivo solo per lamentarmi, lo so, ma devo dare una forma a questo malessere, come se riuscissi a sputare l'odio e ne uscissi depurata. Eppur pensavo di possedere già una massiccia dose di cinismo. Niente. Sono debole e si dissolve. "Un lavoro nuovo non lo trovi dietro l'angolo". Mi avete vista rovistare negli angoli di strada per caso?? Cogliona si, stupida no. "Anche gli impiegati statali Alitalia sono nella tua situazione". Ho capito. Mi taglio le vene? Mi faccio venire le crisi? Lascio perdere? Non ci ho nemmeno provato e giù a sputare sentenze. Già perchè è troppo allettante, mi vedi in bilico perchè dare una mano, dai una bella spintarella invece così son sicura di cadere. No, non ce l'ho con TE ma con LORO, che me lo dica TU ci può stare. TU lo dici perchè mi vuoi bene sul serio e comunque mi dai speranza e troviamo pure il modo di riderci sopra....ma la vita qui fuori è purtroppo ben diversa dal calore dell'abitacolo di macchinetta. In sta farsa di vita sembra che facciano tutti a gara a fare l'antagonista, la merda di turno, lo spietato. Cenerentola o la bella addormentata non se le caga più nessuno, tutti a fare la corsa delle bighe per i ruoli di strega, mangiafuoco, barbablu. A sto giro devo proprio smetterli i panni della principessa sul pisello mi sa...Ma si, passerà, oggi è così, domani sarà per forza meglio(e te credo, oggi fa schifo).
Ho passato gli ultimi sei anni nella speranza che le cose mutassero in meglio. Nella presunzione di poter cambiare le cose con la dedizione e la fantasia. Ma non c’è nulla di magico nei conti che non tornano. Credevo mi fosse stato insegnato che l’impegno, addizionato ad una piccola dose di fortuna che non guasta, potesse essere sufficiente a realizzare la parte umile dei propri sogni, perché tanto per vivere una vita da favola c’è tempo nella prossima, di vita. Quindi, ho l'impegno che ci ho messo non è stato abbastanza, o quel pizzico di fortuna ha tradato ad arrivare, o forse una miscellanea tra le due.
Fatto è che avevo una casa fiorita e serena che sapeva di sole e di incenso che hanno trasformato in incubo e un lavoro che mi faceva sorridere e incazzare che hanno fatto a pezzi, incartato e portato via un tocchettino alla volta. Ma allora che succede? Non sono più padrona del mio destino o non lo sono mai stata?
Provo una gran pena per me stessa e la rabbia ha congelato la voglia di piangere. Tanto non cambia nulla. E dato che sono stanca di sentirmi soffocare, oggi vorrei fare una riflessione su ciò che ho, perché forse mi aiuterà a trovare una nuova strada, o magari aggiustare quella vecchia.
Ho un uomo che non manca mai di dirmi grazie, ho una mamma che non manca mai di amarmi, ho un papà che non manca mai di mostrarmi quanto siamo uguali, ho un fratello che non manca mai di appartenermi, ho un amica che non manca mai di mettere un cuscino per attutire il tonfo, ho un amico che non manca mai di farmi sentire leggera, ho le persone che amo, ho negli occhi il cielo di Istanbul e conservo ancora il suono della voce di nonna, ho quella foto di noi due con gli occhi grandi di chi ha appena cominciato a scoprire e i capelli lunghi delle fate, ho il rock
and roll e quei passi che mi fanno sentire fluida come una cosa che va nel senso giusto, ho quel braccialetto a cui sono tanto affezionata e un albero di natale pieno di luci, ho i miei studenti e finchè loro ci saranno non avrò rughe, ho voglia di fare e non più di stare a guardare. Nell’infinita forse banalità di queste righe sta la mia forza.

Standing on the verge of insanity...standing on the verge of being free.
HE WITHOUT SINS, SHOULD BE THE ONE TO THROW THE FIRST STONE
Morning comes too early
And nighttime falls too late
And sometimes all I want to do is wait
The shadow I’ve been hiding in
has fled from me today
I know it's easier to walk away
than look it in the eye
But I will raise a shelter to the sky
and here beneath this
star tonight I'll lie
She will slowly yield the light
As I awaken from the longest
night
Dreams are shaking
Set sirens waking up tired eyes
With the light the memories
all rush into his head
By a candle stands a mirror
Of his heart and soul she
dances
She was dancing thru the night
above his bed
And walking to the window
he throws the shutters out
against the wall
And from an ivory tower hears
her call
"Let light surround you"
It's been a long, long time
He's had a while to think it over
In the end he only sees the
change
Light to dark
Dark to light
Light to dark
Dark to light
Heaven must be more than this
When angels waken with a kiss
Sacred hearts won't take the
pain
But mine will never be the same
He stands before the window
His shadow slowly fading from
the wall
And from an ivory tower hears
her call
"Let the light surround you"
Once lost but I was found
When I heard the stained glass
shatter all around me
I sent the spirits tumbling
down the hill
But I will hold this one on high
above me still
She whispers words to clear my mind
I once could see but now at last
I'm blind
I know it's easier to walk away
than look it in the eye
But I had given all that
I could take
And now I've only habits left
to break
Tonight I'll still be lying here
Surrounded in all the light
29/10/2007 Dream Theatre -
ROCK AND ROLL WILL NEVER LET YOU DOWN (AND WILL KEEP YOU YOUNG!)
Qui l'altra versione...
ALL I DO EACH NIGHT IS PRAY….
Era il 1995. Si passavano i pomeriggi a fare finta di studiare a casa di Mary attendendo con trepidazione le 18.30 perchè era finalmente il momento del nostro carosello da adolescenti: DIAL MTV. Per settimane, ma che dico, mesi, il primo posto della chart musicale era sempre, perentoriamente, immancabilmente occupato dai nostri idoli del momento: i TAKE THAT. Cinque fanciulli inglesi che allora ci sembravano veri adulti (tutti sotto il quarto di secolo), che con i loro sorrisi smaglianti, i muscoli guizzanti sotto magliette aderenti, talvolta addirittura assenti, i loro cori recitanti cose tipo “no, l’amore non abita più qui” oppure “prendilo e facciamo una festa(titolo di dubbio gusto)”o ancora “baby portami su in cima al pendio dove lo stallone incontra il sole (metafora pure questa e anche malcelata)”, ci fecero innamorare, piangere, sognare.
Il concerto che tennero nel 1996 si rivelò purtroppo fuori dalla nostra portata (soldi, mezzi di trasporto, genitori apprensivi) e così riponemmo il sogno nel cassetto per tirarlo fuori ieri sera, intatto e con davvero poca polvere. Si, perché io e LA mia amica, in barba all’età e ad anni di astinenza dai loro cd, i testi mica li abbiamo mai dimenticati(ognuno ha le sue forme di autismo)!
Forse non è chiaro però il punto focale di ciò che sto dicendo: IO – E – MARY – IERI – SERA –SIAMO – ANDATE – A – VEDERE – I – TAKE – THAT (Jack li chiama “Accattaeville”!!)! Significa che abbiamo coscientemente deciso di investire una cifra pari ad una percentuale comunque non bassa sul nostro stipendio per trovare il pezzo mancante al puzzle della nostra adolescenza.
Così, via, ore 18.30, stessa ora del nostro amato e ormai estinto Dial Mtv, si parte con l’inguidabile ammiraglia che ci porterà dritte dritte(e non senza qualche intoppo)a Milano giusto in tempo per scoprire che non c’è nemmeno il tempo di fare pipì che il sogno è già realtà: sono sul palco che sgambettano circondati da luci e ballerini.
Grande assente naturalmente Robbie Williams, ma onore a chi rimane! I nostri cari ragazzi sono sempre di bell’aspetto, irruviditi un pochino dagli undici anni passati ma in splendida forma, però siamo noi due ad essere diverse. L’approccio è a metà tra il burlesco e l’adorante. Tolti gli occhiali a forma di cuore e riposti nel cassetto con la speranza di rivederli, notiamo che Howard ha la zeppola, Mark arranca gran parte del concerto e tutti e quattro, nostro malgrado, non sono più così propensi a spogliarsi. Però siamo tutti li ed è bellissimo. La folla lascia andare acuti coretti di ragazzine e donne impazzite, i pochi uomini presenti si guardano intorno perplessi, Mary mi guarda con gli occhi da Panda “ma mica arriveranno fin qui?!” ed in un amen li vediamo percorrere la passerella che li porterà in mezzo al parterre ovverosia, centro nevralgico dei nostri ormoni.
Due ore volano. Siamo incredule. Riflettiamo tutto il viaggio del ritorno su come si possa davvero ancora sapere il testo a memoria di una canzone come BABE in cui lui se ne va, poi ritorna e nel frattempo come per magia è diventato padre e il bambino ha il suo sguardo e il suo sorriso! Eppure è così. Tra i ricordi di chi eravamo, le piastrelle del bagno da scegliere, la strada sbagliata, la rustichella con coca cola, le risate, la pioggia battente e il pensiero che oggi siamo sempre noi ma più consapevoli(e anche molto molto più favolooooooooooose) le ruote ci riportano a casa….seventeen once again…only with you.
HOPING THAT I’LL BE A PART OF YOU AGAIN SOMEDAY